Piccole Pagine
Storie digitali da leggere insieme
Albi brevi per bambini, da condividere con un adulto e continuare fuori dallo schermo: con un colore, un segno, una voce calma o un piccolo gesto.
Nella quotidianità
Quando una storia può servire davvero
Piccole Pagine non nasce per riempire altro tempo davanti a uno schermo. Nasce per quei momenti piccoli, spesso imperfetti, in cui un bambino sente qualcosa, ma non sa ancora come dirlo.
Dopo una giornata piena, prima della nanna, quando un’emozione è grande, quando le parole non arrivano subito o quando serve un’attività calma da fare insieme: una storia può dare un inizio semplice.
Si legge insieme, poi qualcosa può continuare fuori dallo schermo: un colore, una linea, un gesto, una domanda, una parola detta piano.
Una piccola pagina può diventare una pausa buona: pochi minuti di lettura, un colore, un gesto, una parola detta piano.
Momenti possibili
Dove può entrare Piccole Pagine
Ogni famiglia, classe o gruppo può trovare il proprio modo di usare le storie. Non serve fare tutto: basta scegliere il momento giusto e lasciare che la storia apra qualcosa.
Dopo scuola
Quando la giornata è stata piena e il bambino ha bisogno di raccontare, ma non sa ancora da dove iniziare.
Prima della nanna
Quando serve rallentare, abbassare il ritmo e creare un passaggio più morbido verso la sera.
Quando l’emozione è grande
Quando rabbia, tristezza, paura o agitazione chiedono un colore, una forma o un gesto per essere avvicinate.
Quando serve creare
Quando una linea, uno scarabocchio o un colore possono diventare un modo semplice per esprimersi.
Il gesto Piccole Pagine
Leggere non è la fine della storia
Ogni storia è pensata per continuare fuori dallo schermo. Dopo la lettura, il bambino può colorare, seguire una traccia, fare un gesto, inventare parole sue o semplicemente restare un momento dentro ciò che ha ascoltato.
Il metodo completo si riassume in quattro passaggi semplici: leggere, colorare, provare anche tu, raccontare. Ma nella vita reale non devono diventare una regola: sono possibilità.
Una storia può diventare:
- un colore scelto dal bambino;
- una traccia sulla carta;
- un gesto fatto insieme;
- una domanda semplice;
- un racconto che arriva piano.
Il Giardino
Tre compagni, tre modi di stare vicino ai bambini
Nel Giardino di Piccole Pagine vivono Axo, Ziggy e Nova. Non fanno tutti la stessa cosa: ognuno accompagna un momento diverso.
Axo
Il piccolo axolotl che sente le emozioni come colori. Arriva quando un bambino prova qualcosa, ma non sa ancora come dirlo.
Scopri AxoZiggy
Il piccolo camaleonte poetico che segue puntini, linee, macchie e scie. Per lui ogni segno può essere un inizio.
Scopri ZiggyNova
La piccola luce del Giardino. Arriva quando la giornata si abbassa e una storia può accompagnare la sera.
Scopri NovaLe storie
Prima il racconto, poi l’esperienza
Le storie di Piccole Pagine sono albi digitali brevi, pensati per essere letti con un adulto e continuare fuori dallo schermo.
Una storia di Axo può lasciare un colore. Una traccia di Ziggy può diventare un segno da seguire. Un racconto di Nova può portare una voce più lenta prima della notte.
Storie di Axo
Racconti per emozioni, colori interiori e piccoli momenti in cui qualcosa si sente prima di potersi dire.
Tracce di Ziggy
Racconti in cui puntini, linee, macchie e scie possono diventare movimento, trasformazione e racconto.
Racconti di Nova
Racconti brevi per la sera, la calma, il buio e quei momenti in cui la giornata ha bisogno di posarsi.
Per chi accompagna
Una storia funziona meglio quando qualcuno la condivide
Piccole Pagine è pensato per bambini dai 4 ai 7 anni, ma parla anche agli adulti che li accompagnano: genitori, educatrici, insegnanti e persone che cercano un modo semplice per leggere, ascoltare e stare vicino.
Non serve essere esperti. Serve esserci: con una voce, un foglio, un colore, una domanda gentile.
Puoi iniziare da qui:
Entra nel Giardino di Piccole Pagine
Scopri albi digitali brevi da leggere con un adulto e continuare fuori dallo schermo, attraverso colore, segno, voce e piccoli momenti condivisi.